Il periodo d'oro: Honeywell Information System Italia

Dall'Italia nel Mondo - pillola 2

Nel 1970 inizia, senza dubbio, il periodo di maggior sviluppo aziendale, quasi un ventennio d’oro.

Si tratta del periodo che segue la fase 'eroica' iniziale di Olivetti LRE (Laboratorio Ricerche Elettroniche), quella di Olivetti Divisione Elettronica e il periodo General Electric, cioè il periodo della 'internazionalizzazione' e delle 'metodologie di eccellenza', e che precede il periodo Bull.

Con l'acquisizione da parte di Honeywell del settore informatico della General Electric si venne a configurare una nuova rete di rapporti in cui, ai tre poli citati in precedenza (Phoenix, Parigi e Pregnana Milanese), si aggiunse il polo di Ricerca e Sviluppo di Billerica, nel Massachusetts, dove si trovavano molte delle attività della Honeywell nell'area dei computer, sulla mitica route 128, detta Technology Road per il gran numero di aziende che lì avevano sede.

Honeywell Information Systems Inc. - I poli di Ricerca e di Sviluppo dell'Azienda

 

Honeywell era, ed è tutt’ora, una grande azienda americana, leader nel campo automazione e controllo, con soluzioni che vanno dalle case di abitazione agli enormi impianti industriali come le raffinerie e le centrali elettriche / atomiche, senza escludere navi, treni, ... molto presente nel settore aerospaziale e militare. Un’azienda, quindi, con un know-how molto vasto che copriva con eccellenza molte tecnologie strategiche. L’acquisizione del settore informatico della General Electric diede ad Honeywell una posizione di leadership anche nel settore dell’Information Technology a livello mondiale.

Nel 1970-1971 a livello internazionale, erano cinque le aziende che si spartivano il terzo del mercato dell'Information Technology lasciato da IBM ai suoi competitors, aziende che venivano spesso identificate con l'acronimo "BUNCH" (gruppo, mucchio, grappolo, ...) dalle loro iniziali: Burroughs, Univac (di Sperry-Rand), NCR, CDC e Honeywell.

Al vertice di Honeywell, in qualità di Presidente, dal 1961 al 1978 operò James H. Binger, sostituito poi da Edson (Ed) Spencer: All'inizio del 1988, la posizione di CEO (Chief Executive Officer) fu affidata a James J. Renier (collega e collaboratore di Ed Spencer). A capo dell’Information Systems, nel 1970, era Clancy Spangle.

Per espandersi ulteriormente nel settore dell'Information Technology, dopo fasi di collaborazioni incrociate, Honeywell effettuò una campagna di acquisizioni che la portò ad avere, oltre al totale controllo della General Electric Information Systems, anche una partecipazione in BULL.

In Italia con l'avvento di Honeywell, Ottorino Beltrami diede le dimissioni da Direttore Generale e Amministratore Delegato per andare in Finmeccanica e poi tornare in Olivetti; al suo posto venne nominato Amministratore Delegato di Honeywell Information Systems Italia, Carlo Peretti.

Nonostante queste grosse trasformazioni, il 'cuore' dell'Azienda rimase sostanzialmente lo stesso. Ciò avvenne principalmente perché il management e i tecnici di ogni settore dell'Azienda erano un 'team coeso' e fortemente motivato.

Per aumentare l'efficienza delle attività industriali e l'integrazione tra progetto (Ingegneria Hardware e Software di Pregnana Milanese) e produzione (Fabbrica di Caluso), Simone Fubini (all’epoca già nel gruppo di progetto di Barbaricina - Pisa) assunse la responsabilità di tutto il Settore Industriale.

A Ludovico Fezzi fu invece assegnata la responsabilità dei Settori Marketing, Commerciale e Assistenza Tecnica. Per l'Assistenza Tecnica venne nominato responsabile Giancarlo Vaccari, per il Marketing Michele Cimino e per la Direzione Commerciale, che includeva le attività sistemistiche, Paolo Cherubini. Quando Cherubini rientrò in Olivetti, Michele Cimino assunse la Direzione Commerciale, mantenendo anche la responsabilità del Marketing.

Di seguito l’organigramma del 1971:

Organigramma Aziendale - 1971

 

Diverse furono le evoluzioni organizzative e gli avvicendamenti di responsabili in Honeywell ISI.

Nel 1977, il direttore della Technical Operation, Simone Fubini, lasciò l’Azienda e la posizione di direttore della Technical Operation venne assunta da Ludovico Fezzi.

L’Area Industriale, di cui Fezzi era Direttore Generale, si strutturò organizzativamente nelle aree Marketing & Planning, Ingegneria Hardware, Ingegneria Software, Fabbrica di Caluso.

L'Area Commerciale, di cui Direttore Generale era divenuto Michele Cimino, passò da una organizzazione territoriale di vendite dirette a una per macro-settori verticali (Pubblica Amministrazione Centrale, Pubblica Amministrazione Locale, Banche, Assicurazioni e Finanza, Industria-Distribuzione e Servizi). Esisteva inoltre la direzione vendite indirette mercati esteri e la direzione assistenza prodotti.

 

La Honeywell Information Systems Italia (HISI) era responsabile in termini di mercati non solo dell’Italia ma anche dell’Iran (fino alla caduta dello Scià di Persia, poi il paese fu soggetto ad embargo), della Jugoslavia, della Grecia, della Turchia, di Israele e di Malta.

Il resto del mondo era coperto da Honeywell USA (America del Nord, Canada, UK, Centro America, Australia e Far East), dal Gruppo Bull (Francia, Europa, Africa, inclusi i paesi del Magreb) e da NEC (Giappone).

Ogni Operation, aveva il diritto e la responsabilità di vendere e assistere nei rispettivi paesi di competenza tutta l’offerta di Honeywell e di Bull France. Honeywell Italia distribuì nei suoi mercati tutti i sistemi della Linea GCOS (Sistemi Operativi GCOS 6, 4, 7 e 8).

Il lungo periodo Honeywell IS (17 anni) non fu sempre caratterizzato, almeno e non solo in Italia, da crescita e sviluppo. Si pensi alla prima crisi petrolifera degli anni '70 e agli anni di piombo dello stesso periodo, con la contestazione, gli attentati, anche presso il Laboratorio di Pregnana Milanese con una 'bomba carta' (Honeywell era una delle aziende finanziatrici della guerra in Vietnam) e le minacce a diversi manager di vertice da parte dei terroristi.

HISI comunque crebbe, anche assumendo decine di neolaureati all’anno, divenne il secondo player nel mercato informatico italiano dopo IBM (con un’offerta globale: Hardware, Software, Servizi, Assistenza su piccoli, medi e grandi Sistemi), allargando l’offerta con nuovi Sistemi sviluppati e prodotti in Italia (come nel seguito descritto) e 'inventando', nel 1973, il business delle Stampanti sviluppate e prodotte in Italia. Agli inizi degli anni '80 distribuì anche i Personal Computer della NEC.

Questa significativa crescita fu certamente facilitata - oltre che, ovviamente, alla capillarità e qualità della rete commerciale e di assistenza tecnica - dalla base di clienti acquisita (da Olivetti prima e da General Electric poi) e da una solida organizzazione sistemistica che capitalizzava efficacemente le competenze di Ingegneria (uniche in Italia).

In quegli anni di massimo sviluppo, l’Area Commerciale contava circa 2500 persone (inclusi i "sistemisti" ed il personale di assistenza tecnica), con una rete di Vendite Dirette costituita da circa 90 Filiali e Uffici Commerciali e una rete di Vendite Indirette di circa 200 Distributori.

Il Management dell'Azienda, con spirito imprenditoriale, decise e implementò molte iniziative innovative, tra le quali:

  • la nascita nel 1977 della Direzione Progetti Speciali con a capo prima Aldo Profumo, poi Gianfranco Soverini e quindi Mario Boccafoglia; diventata nel 1979 parte della Direzione Attività Diversificate diretta da Giancarlo Vaccari (ex Direttore della Fabbrica di Caluso), divenne poi (nel periodo Bull Italia) il nucleo intorno al quale fu sviluppato il Business della Systems Integration;
  • l’ulteriore sviluppo a partire dal 1983, (con l’annuncio del primo microsistema 6/20) della rete di vendite indirette di mini sistemi (distributori) avviata da Giancarlo Castagna negli anni precedenti con la linea GCOS 6, con relative soluzioni applicative; la rete nel tempo distribuì ovviamente anche Personal Computer, Stampanti e microsistemi Unix;
  • l’avvio a metà degli anni '80, via Sopasin (la Finanziaria di HISI), di una politica di partecipazioni azionarie pilotata dal Direttore Generale Emanuele Tamma (con Maurizio Parini come responsabile del Marketing) per velocizzare, e in parte controllare, l’orientamento al Software Applicativo e ai servizi in atto in quegli anni (come aveva fatto anche IBM alcuni anni prima), oltre che per aumentare le fonti di ricavo anche alla luce del successo dell’ esperienza SICIT Motor Trade di cui Emanuele Tamma fu Amministratore Delegato;
  • la nascita, nel 1989, di una società, la Sinted, dedicata all’Intelligent Buiding (automazione degli edifici) con azionisti anche Honeywell SpA Italia e Sirti con a capo Giuseppe Milella; l’Azienda, negli anni seguenti, passò poi totalmente a Sirti.

Fu ancora Honeywell ISI, con l’accordo della casa madre, ad avviare nella seconda metà degli anni '80, avendo come Program Manager Giuseppe Cecchini, un Contratto di Programma con lo Stato Italiano che portò poi alla nascita del centro di Avellino di cui si parla nel seguito di questa collana, centro che iniziò ad operare a metà del 1990 (nel periodo Bull HN), e poi formalmente inaugurato nel 1993 (periodo Bull).

La struttura avellinese ebbe come Presidente Giuseppe Cardinali (in aggiunta al ruolo di Direttore Generale Vendite Pubblica Amministrazione Centrale) e come Amministratore Delegato Luigi Forlini proveniente (assieme ad altri colleghi) da Pregnana Milanese.

Nella fase iniziale del periodo Honeywell, ricordano alcuni manager dell’epoca, si guardò anche con attenzione a tentativi, non riusciti, di aggregazione di realtà come Olivetti, Stet, SGS-Ates e forse Telettra e poi, in tempi successivi, fu di Honeywell ISI anche un tentativo, pure non riuscito, di creare un polo informatico nazionale coinvolgendo il sistema politico e partitico del paese.

Per quanto riguarda i risultati economici, fu il 1985 l’anno dei record: "includendo il fatturato delle partecipate, il fatturato globale dell'Azienda non fu lontano dai 1.000 miliardi di Lire", confermando il "solito profitto", e dando lavoro in Italia a circa 4.800 persone (di cui quasi 800 tecnici a Pregnana Milanese e più di 1.000 persone impiegate presso la Fabbrica a Caluso).

Il 1985 fu anche l’anno nel quale Carlo Peretti divenne Presidente di Information Systems e Control Systems in Italia (e poi, poco dopo, anche di OMNITEL, la nuova avventura di Olivetti) mentre Bruno Pavesi, al suo rientro da un'importante esperienza di Gruppo a Minneapolis - MN - USA, venne nominato Amministratore Delegato di Honeywell ISI, posizione che ricoprì, dopo il passaggio al Gruppo Bull, sino a fine 1997.

Bruno Pavesi era stato il primo Direttore Finanziario Italiano di Honeywell ISI e fu sostituito in quella posizione prima da Enrico Parazzini (che fu anche Direttore Generale Finance) sino a fine 1991 - inizi del 1992, e poi da Mario Pedinotti.

Il fatturato crebbe ancora fino al 1989 (primi anni del periodo Honeywell Bull, come descritto in seguito) superando i 1.000 miliardi di Lire e mantenendo gli investimenti in Ricerca e Sviluppo intorno al 10% del fatturato [1].

Solo verso la fine degli anni '80 cominciarono a manifestarsi (e il management più attento lo notò) i primi 'segnali deboli', che furono forse sottovalutati, di difficoltà nello sviluppo del business e la necessità di cambiamento nell'approccio al mercato, da “Hardware" a "Hardware più Software più Servizi", sempre di più, da "vendite di relazione" a "vendite di relazione più vendite verticali", a peso sempre crescente dei canali indiretti, a forte riduzione dei margini soprattutto Hardware ...

… e il 1987 fu anno di grandi cambiamenti, quando il Gruppo passò dalla strategia della "One Honeywell" (integrazione tra la Control Systems e l’Information Systems a livello World Wide) definita nel 1985 alla decisione di vendere l’Information Systems, e di investire nel settore Aerospaziale, per concentrare gli investimenti e garantire il mantenimento dell’eccellenza e della leadership nei macrosettori coperti.

Ma torniamo al 1970 e allo sviluppo prodotti.

 

Una nuova strategia di Prodotto a livello mondiale

La Honeywell, con sede a Minneapolis - MN - USA, si trovò dopo l’acquisizione di General Electric IS con una miriade di progetti avviati, sviluppati con tecnologie e soprattutto metodologie diverse, sparpagliati in decine di Laboratori di Ricerca e Sviluppo; solo per citare i maggiori: Boston, Minneapolis, Oklahoma, Phoenix in USA, Le Clayes, Louveciennes, Echirolles, Belfort in Francia, e il Laboratorio di Pregnana Milanese, l’unico che si presentava come compatta Single Location in un dato paese.

L’ambizione Honeywell di collocarsi nel mercato nelle prime posizioni, come già lo era per i suoi molti prodotti, spinse l’azienda a investire ingenti risorse economiche e organizzative nel definire e pianificare una linea completa di elaboratori, dalla singola stazione (oggi il Personal Computer) al più potente supercomputer.

Come già accennato in precedenza e per correttezza storica, il piano per definire le caratteristiche di una nuova famiglia di prodotti era già stato lanciato negli ultimi anni del periodo General Electric (1969) sotto il nome di "Shangri-La", una specie di concilio ecumenico cui parteciparono i principali esperti delle varie location supportati da scienziati esterni del calibro di S. Vieil e Claude Elwood Shannon, matematico premio Nobel; ma fu proprio la Honeywell a completarlo con grande determinazione.

Dopo ulteriori studi, proposte e scelte, venne emesso un documento, un 'Vangelo' che rivelava il Verbo da seguire per lo sviluppo di una nuova linea di computer: la NPL (New Product Line).

Il 'Vangelo' definiva in termini molto dettagliati le funzionalità, i target cost dei prodotti e i prezzi di vendita, i mercati, i piani di sviluppo dei diversi computer da progettare e realizzare; espressi nei mitici livelli descritti nella figura che segue:

I Sistemi previsti nell'ambito della NPL (New Product Line)

 

Il Laboratorio americano di Billerica - MA, ricevette l’assignment, cioè l’incarico di progetto, della Serie 60 - Livello 61 (strana omonimia con il sistema Livello 61, derivato dal sistema GE58/GE55, e sviluppato qualche anno dopo, nel 1974, da Bull).

Nel 1970, nel Laboratorio di Billerica vennero realizzati dei prototipi che funzionavano, ma il software non era adatto: derivato da un Operating System per mainframe, pur con tutte le modifiche e gli adattamenti, non raggiunse mai le prestazioni richieste. Il prodotto non ebbe successo.

Solo in un periodo successivo (1975) il Laboratorio di Billerica sviluppò e annunciò altri prodotti a copertura della fascia entry del mercato.

La francese Bull (Laboratorio di Le Clayes) ebbe l’assignment per lo sviluppo della Serie 60 - Livello 64 (il DPS 7); una linea di prodotti che con tecnologie hardware e software aggiornate (Operating System GCOS 7) furono venduti in tutto il mondo con pronipoti, attivi ancora oggi, specialmente nelle banche francesi.

Le Honeywell di Phoenix e Billerica ebbero l’assignment, in linea con i loro progetti in corso, dello sviluppo della Linea 60 - Livello 68 (il DPS 8), dotato di un evoluto Sistema Operativo. I Sistemi DPS 8 furono venduti in tutto il mondo; la Honeywell ISI li commercializzò in Italia e nei mercati di sua competenza, compresa la Persia, al tempo dello Scià Muhammad Reza Pahlavi, con grande successo economico e di immagine (alla caduta dello Scià scattò l’embargo).

Il Laboratorio di Pregnana Milanese ebbe l’assignment per la progettazione e fabbricazione della Serie 60 - Livello 62, e fu una fortuna, tutta meritata, come i fatti dimostrarono.

A livello di Gruppo (Honeywell Information Systems - Minneapolis - MN), nel 1975-1976, venne creata una struttura di 'pianificazione e controllo centralizzato di tutti i nuovi principali Progetti e Prodotti' ... il PMO (Product Management Operation). La direzione di questa nuova Operation, con sede presso gli Headquarters di Minneapolis, venne affidata a Norman Feldman (in precedenza responsabile dei Laboratori di Ricerca e Sviluppo di Phoenix - AZ) e la sua struttura operativa completata anche con l'inserimento di manager provenienti da Aziende europee del Gruppo (in particolare Francia, Inghilterra e Italia).

Il contributo di Honeywell ISI si concretizzò con il trasferimento a Minneapolis, in tempi diversi e in qualità di FSE (Foreign Services Employee), di Renato Rettore e Riccardo Rietti (con ruoli e responsabilità nei settori Marketing e Pricing dei Prodotti), e di Domenico Maletti (con la responsabilità di Program Development Manager Small Systems).

Contestualmente agli assignment dei Progetti, Honeywell Information Systems (la casa madre) decise di rafforzare le procedure di engineering administration, già in uso durante il periodo General Electric, aggiornando la metodologia di gestione dei Progetti: una Policy dal titolo "Product Life Cycle", adottata da tutte le Aziende del Gruppo.

La nuova Policy prevedeva il sistematico inserimento, nei piani di sviluppo dei nuovi Prodotti, di Review (le IPR - Independent Project Review), effettuate da un team di esperti, nei settori sia tecnici sia amministrativi e non direttamente coinvolti nel progetto, durante la quale venivano esaminate e valutate la realisticità di tutti i principali obiettivi di progetto: riesame delle specifiche tecniche di prodotto e valutazione della loro rispondenza alle esigenze dei mercati da servire; riesame dei piani di sviluppo e di start-up della produzione (time to market del Prodotto); riesame dei costi di progetto (sostenuti e da sostenere) e dei costi del prodotto e, più in generale, avere conferma della validità del Progetto dal punto di vista economico (ritorno degli investimenti).

Altro obiettivo delle IPR, non secondario, era quello di identificare e formalizzare le potenziali aree di rischio; aree di rischio alle quali i responsabili di progetto dovevano provvedere con la stesura di conseguenti piani di azione.

Obiettivi delle Independent Project Review (IPR). Esame e valutazione dei principali obiettivi di progetto, analisi e valutazione dei potenziali rischi di progetto

 

Le IPR erano posizionate ed effettuate nel corso del Ciclo di Vita di un Progetto o di un Prodotto, in particolare: alla fine della fase di definizione del Prodotto da progettare; alla fine della fase di validazione del Prodotto (ultimo livello di prototipo) e della fase di start-up della produzione; prima dell'annuncio ufficiale del Prodotto nei diversi mercati; a fine vita del Prodotto, mediante l'approvazione di un Phase-out Plan.

Le IPR vennero inserite, in ottemperanza alla nuova Policy, in tutti i piani di progetto della Serie 60. La Honeywell ISI fu la prima organizzazione, in ordine di tempo, a 'sperimentare' per il progetto del Sistema Livello 62, l'efficacia di questo nuovo strumento di gestione dei progetti, di controllo del loro stato di avanzamento e, più in generale, di verifica della validità del progetto stesso.

 

Il Sistema Livello 62 - Sistema Operativo GCOS 62

I cambiamenti rispetto al passato erano radicali.

Prima di tutto, arrivava a maturazione il concetto di Sistema Operativo modulare e compatibile lungo tutta una linea di prodotti, almeno come obiettivo.

Il Livello 62 era un sistema molto più sofisticato del GE130 sia nelle prestazioni sia per le esigenze di compatibilità del Software (programmi) sia verso il basso (Linea G100) sia verso l'alto (Sistema Livello 64 che, come già accennato, era stato assegnato alla francese Bull) ed era un computer 'micro programmato'.

Ciò comportò per il Laboratorio di Pregnana un consistente aumento delle risorse dedicate allo sviluppo del software.

E' da qui che partì quella attività di ricerca che portò ad introdurre in Italia nuove metodologie di analisi e programmazione, grazie anche all'intensa collaborazione con l'Università di Milano.

Tra gli artefici di queste importanti innovazioni (supportate prima da Simone Fubini, Direttore del Settore Industriale, e poi, dal suo successore, Ludovico Fezzi), non è possibile non citare i Professori Giovanni Degli Antoni, Marco Maiocchi, Roberto Polillo, nonché Guido Torriani, responsabile dell'Ingegneria Software e Antonio Cicu, responsabile del Quality Assurance.

Questo argomento verrà anche ripreso più avanti.

Linea 60 - Sistema Livello 62. Il Sistema nella configurazione base

 

Altrettanto importante fu l'evoluzione nel campo dell'hardware. Aumentava rapidamente il livello di integrazione circuitale; su un "chip" si potevano ora mettere alcune migliaia di transistori.

Diventano così disponibili le prime memorie a semiconduttore (1024 bit per chip), che soppiantano i nuclei di ferrite che avevano dominato nei precedenti quindici anni e i microprocessori. E’ del 1971 il primo microprocessore, il 4001, realizzato dalla statunitense Intel ad opera di Federico Faggin, ex tecnico di Olivetti andato poi a lavorare negli USA.

Nasceva così il Livello 62, annunciato a fine 1974 e messo sul mercato all'inizio del 1975, e parte integrante della Serie 60, che aveva come target il Sistema 3 e poi i Sistemi 34 e 36 di IBM.

Il GCOS 62 (GCOS significava General Comprehensive Operating Systems, retaggio del GECOS di origine General Electric, dove GE stava appunto per General Electric), che usava la stessa struttura dei dati dell'IBM 6/360, era un sistema operativo 'disk based' inizialmente basato sul batch processing.

Il Livello 62 aveva un eccellente rapporto costo prestazioni nelle elaborazioni batch (COBOL), paragonabili a quelle della Serie 370/125 di IBM, e possibilità di fare TP (Transaction Processing) con il TPS (Transactional Program System) a partire dalla disponibilità della release 4.20, poi evoluta, mediante l’introduzione di nuove funzionalità e migliori prestazioni, con il rilascio della release 5.20.

Il Livello 62 ebbe grande successo in tutto il mondo.

È importante ricordare che il Livello 62 venne costruito e venduto anche in Giappone su licenza concessa alla Nippon Electric Co. (NEC), un fatto con ben pochi precedenti in questo settore, e rappresentò la "modalità" di ingresso di NEC nel settore dei computer.

Dal 1972, per circa due anni, nel Laboratorio di Pregnana Milanese stazionò così un folto gruppo di specialisti della NEC, coordinati da Takashi Matzui, col compito di acquisire il prodotto man mano che veniva sviluppato. In Giappone, il sistema prodotto da NEC, su licenza, prese il nome di ACOS 2.

Fu una esperienza interessante perché permise di constatare di prima mano quelle capacità che avrebbero poi reso proverbiale la 'Japan Corporation', ossia l'accanimento sul lavoro, il formalismo e l'ossequiosità nei rapporti interpersonali, lo spirito di gruppo e la sistematicità nel raccogliere le informazioni e duplicarle.

 

Una nuova area di Business: le stampanti

Il laboratorio di Pregnana Milanese, centro della Honeywell ISI, godeva nel periodo Honeywell di fiducia e di una certa libertà, che venne ben spesa in molte occasioni. Un esempio è senz’altro il progetto della stampante seriale ad aghi.

I primi modelli entrarono in produzione nel 1975 e diedero vita ad una linea mai interrotta di prodotti … Da allora sono state vendute oltre un milione e mezzo di stampanti per applicazioni professionali prodotte nella fabbrica di Caluso …

In alcuni casi fu la vendita di queste stampanti (tipicamente per applicazioni speciali, come i prodotti per il settore bancario) a rappresentare la 'modalità di ingresso' su alcuni prospect, come ad esempio le Casse Rurali e Artigiane, poi diventati anche clienti di sistemi DPS 7 - GCOS 7…

Il gruppo di lavoro iniziale si sviluppò fino a diventare nel 1980 una Business Unit, di cui fu primo responsabile Mario Vischi, presto sostituito da GianLorenzo Bentivoglio, che lo sarà fino al 1996 ...

La Business Unit, oltre a sviluppare prodotti da vendere sul mercato captive, si avvaleva di una propria rete commerciale world-wide con sedi in Europa e negli Stati Uniti ...

Fu tra i leader mondiali nel settore stampanti ad aghi di media e alta gamma. Negli anni ‘90 divenne fornitore OEM dei gruppi americani più prestigiosi dell’epoca …

A metà degli anni ’90, il Gruppo Bull decise di creare una Società (1996), chiamata Compuprint, come il nome commerciale adottato per le stampanti, in cui confluì, oltre alla Business Unit, anche la fabbrica di Caluso, e che ebbe come Amministratore Delegato per un anno GianLorenzo Bentivoglio e poi François Petriat.

Nel 1999, dopo un radicale e rischioso turnaround, la Società fu venduta a Finmek ...

Alla storia delle stampanti ‘nate a Pregnana Milanese’, saranno dedicate le ultime tre Pillole di questa Collana.

Il concept design del primo modello di LCSP (Low Cost Serial Printer)

 

L'avvento dell’Informatica Distribuita

Nella seconda metà degli anni '70, si afferma una nuova architettura sistemistica: quella dell'informatica distribuita.

Per maggiori informazioni sul tema si faccia riferimento agli allegati 2.1 e 2.2: L’evoluzione dell’Informatica: aspetti tecnologici”(1977) e “Sistemi distribuiti di elaborazione: una introduzione” (1981) di Franco Filippazzi.

Il progresso tecnologico rende conveniente, in termini economici e funzionali, distribuire le risorse di calcolo nei nodi nevralgici dell'organizzazione. Il presupposto è che i vari nodi siano in grado di collegarsi tra loro scambiandosi le informazioni richieste. Questo approccio consentiva di superare i limiti delle impostazioni precedenti fortemente centralizzate, migliorando i tempi di risposta, la fault tolerance, ecc.

Serie 4 - Il Sistema DPS 4 e il DPS 4 Plus - Sistema Operativo GCOS 4

In quell'epoca i progettisti del Laboratorio di Pregnana Milanese, nell’ambito e con il supporto del Gruppo Honeywell, mettono a punto la cosiddetta Distributed System Architecture (DSA) che si distingueva per una precisa caratteristica; la capacità di consentire il colloquio di apparecchiature eterogenee per tipo e provenienza, Negli anni successivi questa impostazione sarebbe poi diventata la norma del settore.

È in coerenza con questa nuova concezione che viene progettato a Pregnana Milanese il successore del Livello 62, il DPS 4 (la sigla significa appunto Distributed Processing System).

Il DPS 4 segna una ulteriore tappa delle tecnologie elettroniche, l'avvento cioè della integrazione a larghissima scala (Very Large Scale Integration), Infatti la sua Unità Centrale fu basata, dopo il primo shipment, su un microprocessore VLSI custom, realizzato cioè ad hoc.

Layout del Microchip Custom del Sistema DPS 4. Microchip progettato dai tecnici del Laboratorio di Pregnana Milanese in collaborazione con la Synertec (Azienda americana di proprietà del Gruppo)

 

Il DPS 4, che portò al raddoppio delle prestazioni e ad un dimezzamento del costo del prodotto, venne annunciato nel 1980.

Per l’Hardware dell'Unità Centrale venne poi anche progettato, come detto, un microprocessore VLSI ad hoc (custom).

Sia l'Hardware che il Software dei Sistemi DPS 4 vennero interamente progettati nel Laboratorio Honeywell ISI di Pregnana Milanese da Angelo Carnevale, poi da Antonio Brioschi, e infine da Ezio Cislaghi per gli aspetti hardware, sotto la guida di Domenico CesaBianchi (Direttore Sviluppo Hardware) e da Marcello Ardizzone e Paolo Guelfi per gli aspetti software, sotto la guida di Guido Torriani (Direttore Sviluppo Software).

Il Sistema Operativo era il moderno GCOS 4 (nelle versioni OS2, OS3 con un nuovo ‘Instruction Set’ dell’Hardware, e poi nella versione OS1), un sistema operativo che utilizzava il concetto di processo per descrivere sequenze di istruzioni che agiscono su un insieme di dati in esecuzione su un processore. Gestiva anche il multitasking, cioè supportava gruppi di processi contemporaneamente.

Il Transazionale della release (OS1) era il TPS del Sistema Livello 62, (nella sua ultima versione).

Poteva anche funzionare in modalità di emulazione con pochissima perdita di performance e disponeva di language processor RPG-III e del IDBS4 (Integrated Data Base Systems).

Lo sviluppo dell’OS2 durò circa due anni ed aveva come principali novità un TP di tipo dinamico, chiamato IPS (Interactive Process System), un Data Base Relazionale chiamato IDBS, che aveva la capacità di gestire anche strutture gerarchiche, ed un sottosistema di stampa chiamato OW (Output Writer).

Gli sviluppi delle versioni di GCOS 4 furono delle significative esperienze, poi risultate molto utili nei successivi 'progetti di migrazione'.

Va però ricordato che IBM prima del Sistema S/38 annunciò il Sistema S/34, che era un sistema transazionale con un monitor TP che evitava al cliente l’onere di scrivere il proprio monitor.

Sistema DPS 4. Lay-out del Sistema DPS 4 nella configurazione con due Unita Dischi

 

Questa linea di computer ebbe diversi modelli dopo quello del primo annuncio: il DPS 4/41 e il 4/21 annunciati rispettivamente nel 1983-1984; il DPS 4 PLUS - DPS 4000 annunciato nel 1986 e dotato di un multibus che consentiva l’impiego simultaneo di diversi processor di diversa origine tra i quali un co-processore basato su Motorola 68000 per rendere disponibile il Sistema Operativo UNIX (SPIX-4) ai clienti GCOS 4.

Il DPS 4000 fu il primo sistema gestionale ad offrire una personalità ‘Multi Operating System', tra loro cooperanti in modo completamente invisibile all’utente finale. L’operatore del terminale (End User) eseguiva un unico login al sistema, non doveva autenticarsi ai due sistemi operativi, ed aveva un unico menu di applicazioni da eseguire. All’operatore non era noto dove queste sue applicazioni erano eseguite: da GCOS 4 o da UNIX. L’operatore invocava una delle applicazioni contenute nel suo menu ed era l’IPS di GCOS 4 che conosceva quale sistema operativo avrebbe eseguito il comando e gestiva la transazione tra i due sistemi operativi del terminale dell'operatore.

Il DPS 4000 non solo offriva il sistema operativo UNIX, ma anche tutto il mondo delle ‘reti open'. Infatti, il DPS 4000 offriva anche il Bus VME (acronimo di VERSAbus Module Eurocard) e con delle la possibilità di collegare ‘schede elettroniche standard di mercato'. Potenzialità anche sfruttata anche internamente per offrire ai clienti DPS 4000 sia il mondo delle rete TCP/IP, sia quella di Internet (primo Sistema Operativo a disporre di queste funzionalità) sia tutte la rete ISO/OSI, con i suoi applicativi.

I Sistemi della Linea DPS 4xxx rimasero in produzione per un lungo periodo di tempo, fino agli anni '90.

Significativo fu lo sviluppo degli Emulatori da parte di Antonio Brioschi cioè "di un firmware che consentiva di eseguire un software applicativo sviluppato in un altro ambiente senza dover ricompilare e convertire gli applicativi". Per firmware si intende un microprogramma residente in memorie a semiconduttore di tipo PROM o EPROM, per motivi di performances.

Nel tempo furono annunciati: l'Emulatore Linea 100 su Livello 62 nel 1980; l'Emulatore del Sistema Bull Livello 61 su Livello 62 nel 1980; gli Emulatori (multitasking) dei Sistemi GE 50 e Livello 61 su DPS 4 e dei Sistemi Linea 100, sempre su DPS 4, nel periodo 1981-1982.

Purtroppo però, nonostante tutti gli sforzi fatti dal Management italiano, la linea DPS 4 fu venduta in tutti i mercati di responsabilità di Honeywell Italia e del Gruppo Bull ma non negli Stati Uniti dove non fu mai annunciato dal Gruppo Honeywell americano (NAO) per una decisione di Steve Jerritz, Direttore Honeywell Information Systems.

Di tutti i vari modelli ne furono venduti circa 14.000 esemplari in tutto il mondo.

I Sistemi della 'Linea DPS 4xxx' rappresentarono il core business di Honeywell ISI relativamente ai Prodotti 'made in Italy' fino all’avvento dei Sistemi basati unicamente su Sistema Operativo UNIX. Da quel momento l’evoluzione proposta a tutti i clienti GCOS4 (oltre che ai nuovi clienti) sarà la nuova linea di server UNIX, sempre in un contesto di informatica distribuita e prestazioni crescenti.

L'avvento dei mini e micro sistemi proprietari

La preoccupazione per il mancato annuncio negli USA della linea DPS 4 e per il futuro carico di lavoro dell'Ingegneria, portò in particolare il Direttore Sviluppi Hardware, Domenico CesaBianchi, pur tra opposizioni molto forti (comunque con il supporto di Ludovico Fezzi), a dedicare un piccolo gruppo di progettisti ad un progetto denominato, a livello di Laboratorio, HELIOS come modello entry nell’ambito dei microsistemi della Linea 6, anche in termini di protezione dell’evoluzione verso l’alto dei PC e dell’apertura di nuovi canali tipicamente verticali e tipicamente indiretti.

Iniziò così, una nuova attività e una nuova avventura, sempre relativa ai sistemi, ma in un nuovo ambito: i cosiddetti 'Micro Sistemi' con il Sistema Operativo Proprietary GCOS 6.

Serie 6 - Il Microsystem DPS 6/20 e DPS 6/22 - Sistema Operativo GCOS 6

Il GCOS 6 fu sviluppato nel laboratorio di Billerica ... e aveva visto nel 1975 (dopo la chiusura delle attività nel 1973 perché, come IBM, Honeywell a differenza di DEC non credette ai minicomputer) l’annuncio di una macchina a 16 bit: l’NML (New Microcomputer Line) parte della Linea 60, divenuta poi Livello 6 con Software GCOS 6 Mod. 200 e Mod. 400.

Nel 1982 il Livello 6 'riposizionato' come DPS 6 ebbe anche modelli a 32 bit di fascia medio - alta. Anche il GCOS 6 per diversi anni non ebbe un monitor transazionale, sino alla disponibilità del TDS. Fu una linea su cui i Progetti Speciali svilupparono molti progetti sino all’avvento dei Sistemi UNIX.

Nell’ambito dell’Ingegneria Hardware di Pregnana lo sviluppo dei microsistemi vide come responsabile Ermanno Maccario, con il contributo dell'organizzazione di Mario Vinsani per Tecnologie, Alimentatori e Industrial Design.

Il nome dato a questi computer molto semplicemente voleva indicare che erano basati su un 'microprocessore'. Il primo utilizzato in Pregnana fu il CP8, 10MHZ, sviluppato dalla Honeywell di Billerica MA - USA.

DPS 6/20 (Microsystem 6/20). Layout del Sistema DPS 6/20 in ambiente di ufficio

DPS 6/22. Layout del Sistema DPS 6/22 in ambiente di ufficio

 

Il gruppo fece evolvere le metodologie di progetto tipiche delle medie macchine verso quelle caratteristiche dei microsistemi, cioè principalmente: accesso diretto alle stazioni di design automation; prototipizzazione con piastre filate in laboratorio (wire-wrap); sviluppo del firmware su stazioni interattive integrate con uso di linguaggi di alto livello; debugging parallelo mediante test station; avviamento della produzione attraverso un consistente numero di prototipi di secondo livello (Prototipi B) e Sistemi Piloti; ampio uso dei sistemi di sviluppo standard MDS.

In parallelo il gruppo introdusse anche la nuova tecnologia caratteristica dei microsistemi: uso intensivo dei microprocessori, tipicamente custom (cioè fatti ad hoc per il software Honeywell) per il processore centrale (CPU o meglio Interior Decor Processor); processore input/output con microprogrammi a bordo (firmware); microprocessori standard (reperibili sul mercato) per la circuiteria periferica (input-output); raggruppamento delle piastre (PWA - Printed Wiring Assembly) in gruppi, per migliorare le procedure di diagnostica e manutenzione, resa così possibile anche da parte del cliente, metodologia denominata CRU (Customer Replaceable Unit); supporti stampati (PWB - Printed Wiring Board) multistrati; sistema finale assemblato su poche piastre, tipicamente una decina di piastre in confronto con il centinaio dei mainframe.

Tutto ciò condusse alla progettazione e alla produzione del microsistema DPS 6/20 e alla sua evoluzione: il microsistema DPS 6/22 con dischi fissi (wren) e chip custom sviluppato a Pregnana Milanese. Ne furono venduti circa 15.000 in tutto il mondo, con il picco massimo nel 1985.

Il DPS 6/20 venne annunciato nel 1983, mentre il DPS 6/22 venne annunciato nel 1985.

Il successo, oltre che ovviamente alla competitività del prodotto e all’impegno dei venditori di Honeywell Italia e dei loro colleghi World Wide, fu dovuto anche a una campagna molto innovativa aperta con l’annuncio avvenuto in uno dei 'templi della moda italiana': Armani.

Venne installato anche a bordo della barca italiana Azzurra e fu il primo computer a partecipare ad una regata internazionale di barche a vela: l’American's Cup - tenutasi quell'anno a Perth in Australia.

Rilevanti in quegli anni:

  • la stipula di un accordo commerciale, di carattere generale, tra Honeywell Information System e con la coreana Gold Star per la distribuzione di Sistemi della Serie 60 nel mercato Coreano; alle diverse Operation vennero demandati gli aspetti implementativi dell'accordo. Per Honeywell ISI il prodotto in questione era il Sistema DPS 6/20 ...;
  • la partecipazione di Honeywell Information Systems nella E.I. - Elettronska Industria - azienda della Ex Jugoslavia. L'apporto di Honeywell includeva anche la creazione di una second source locale, per la fabbricazione presso la fabbrica di Nis (città localizzata nel sud della Serbia) di Stampanti Seriali e Sistemi DPS6/20; prodotti da commercializzare nell'allora Jugoslavia e nei rimanenti Paesi dell'Est Europeo.
    Il primo progetto di second sourcing riguardò le Stampanti Seriali, e le attività di trasferimento vennero prese in carico direttamente dalla fabbrica di Caluso.
    Nel 1987, venne attuato un piano per una parziale fabbricazione di Sistemi DPS 6/20 (cabinet, cage, internal cabling, ecc.) in quanto sia i modesti volumi di produzione complessivamente previsti sia il livello 'tecnologico' della fabbrica di Nis, non giustificavano ulteriori importanti investimenti;
  • la vendita, attraverso Honeywell Information Systems Australia, a Telecom Australia di una versione 'speciale' (rack mounted) del Sistema DPS 6/20 (in totale 720 Sistemi), per la realizzazione della rete australiana di gestione dei Point of Sale (Bancomat e Carte di Credito).
    L'accordo, a seguito di disposizioni del Governo Australiano, includeva anche una clausola che richiedeva una parziale fabbricazione locale del prodotto.
    Tutti gli aspetti commerciali, incluso il trasferimento di tecnologia e di costituzione della second source (la realizzazione in loco delle strutture meccaniche del Sistema) vennero gestiti dalla struttura Marketing della Technical Operation (Mario Ferrario e Domenico Maletti).

Questi Sistemi sono stati commercializzati fino al 1990.

Da ricordare infine che l’Ingegneria Software di Pregnana Milanese fu impegnata nello sviluppo di LRX-A, basato su di un hardware UNIX. Il prodotto fu completato ma mai annunciato. Tale sviluppo fu poi pesantemente utilizzato dal Laboratorio di Billerica per lo sviluppo di HVX.

 

L'avvento dei mini e micro sistemi standard

Ancora in pieno periodo Honeywell Information Systems Italia, nel 1982, parallelamente ai microsistemi cosiddetti “proprietari” cioè con sistemi operativi proprietari GCOS 4 e GCOS 6, nacque l’interesse per il mondo del software standard, cioè dei Sistemi Operativi "open" che si potevano acquistare nel mercato e con una certa fatica e molto know-how portare sul proprio hardware a tal fine progettato.

Una sintetica contestualizzazione della nascita di Unix nella storia complessiva dell’evoluzione dei sistemi operativi è, ad esempio, descritta nelle dispense dell’Università di Milano accessibili al seguente link: homes.di.unimi.it/sisop/lucidi1415/Solez1-2.pdf

 

I Sistemi UNIX - I primi Sistemi X-Superteam, DPX 10, DPX 20 e DPX 40

Pregnana fu tra i primi a studiare questa tecnologia, trasferendo ingegneri nei Laboratori AT&T (New Jersey - USA). Con questo know-how e l’esperienza acquisita con i microsistemi proprietary il Laboratorio si trovò nelle migliori condizioni per affrontare la nuova avventura.

Si trattava di lavorare su un Software "non proprio", in competizione con il Software proprietario, che richiedeva investimenti sempre più ingenti per seguire le evoluzioni che il mercato richiedeva.

Comunque, anche alla luce del successo di HELIOS (il Microsystem DPS 6/20 e DPS 6/22) si decise in accordo con il Gruppo, di continuare ad investire a Pregnana nei "MICRO SISTEMI", e nel 1986, fu creata nell’ambito dell’Ingegneria Hardware, una Direzione con la missione completa dello sviluppo dei sistemi standard UNIX, con a capo Ermanno Maccario.

Il System Engineering era diretto da Lucio Pinto, ed era nell’ambito dell’Ingegneria Software.

Quindi: hardware, software, diagnostica e documentazione ben strutturate in tre gruppi; ingegneria dei sistemi, sviluppo Hardware, porting del Software e una organizzazione del lavoro funzionale e flessibile, per gestire un grande parallelismo di progetti (tipicamente 2 in sviluppo più 2 in continuation per ogni gruppo di lavoro).

I numerosi progetti decisi comportarono una forte crescita degli ingegneri e tecnici (da 50 persone circa ad oltre 100, considerando solo il periodo 1985-1990), con varianze annuali del 20% molto ben assorbite grazie alla capacità di formazione dei leader e alla coesione dei gruppi di lavoro.

L’efficienza venne dimostrata a tutta la Honeywell con la serie di Sistemi Unix, basati sui microchip Motorola: nel 1985, venne annunciato X-Superteam, primo calcolatore italiano con Sistema Operativo Unix e Xenix; nel 1986, viene annunciato il Sistema DPX 10: con microprocessore Motorola 68010 - 10MHz, Sistema Operativo Unix, Tecnologia VLSI IMSI/SSI; sempre nel 1986 e nel 1987, iniziano le consegne a Cliente dei modelli DPX 20 e DPX 40: Sistemi con microprocessori Motorola 68020, 16 MHz + chip Custom Memory Management Unit, Sistema Operativo UNIX SYSV Release 0, Tecnologia VLSI/PLD.

Con questi Sistemi Honeywell Information Systems Italia fu, all'interno del Gruppo Honeywell, la prima a focalizzarsi anche commercialmente su Unix.

Negli anni, come vedremo anche poi, si passò dal punto di vista software da un sistema operativo UNIX SCO (microprocessore Intel) ad un sistema operativo BOS (Bull Open Software) sviluppato dal Laboratorio di Echirolles - Francia, per macchine basate su processori Motorola 68000.

BOS è una implementazione Bull di UNIX System V dell'americana ATT.

Molto attivo fu il settore delle vendite OEM e delle Licenze di Fabbricazione dei Sistemi Unix, in particolare:

  • l'accordo, nel 1985, con la società brasiliana Micrologica Computadores per la vendita della mother board del Sistema X-Superteam. Scheda che veniva poi integrata in un loro prodotto commercializzato nel Sud America;
  • sempre nel 1985, l'accordo di Licenza (TTLA - Technology Tansfer & Licence Agrement) con la THASA per la fabbricazione in Messico del Sistema X-Superteam, per servire il mercato del Centro America e, più in generale, il mercato della Honeywell NAO (North America Operation);
  • l'accordo OEM con la finlandese Nokia Data per la commercializzazione nei paesi scandinavi e per il loro mercato captive del modello DPX 20, poi esteso al DPX 40;
  • l'accordo di Licenza, anche in questo caso un TTLA, con la società NELCO (l'azienda che all'interno del Gruppo TATA Enterprises operava nell'ambito dell'ICT), siglato nel 1986. L'accordo prevedeva il trasferimento progressivo della tecnologia e della fabbricazione in India del Sistema DPX 20 (in India denominato FORCE 20 e annunciato sul mercato indiano a fine 1987). L'accordo di Licenza venne successivamente esteso anche al Sistema DPX 40 (FORCE 40).

Le prospettive del mercato indiano erano molto promettenti e NELCO, con sede a Mumbai (l'allora Bombay), supportata da tutto il gruppo TATA, era fortemente impegnata nello sviluppo del mercato ottenendo anche buoni successi di vendita, ma all'orizzonte già si intravvedevano potenziali aree di conflitto connesse ad una doppia presenza sul mercato indiano (Bull France e Honeywell ISI);

Bull France, già nel 1980, aveva stipulato una partnership con una società Indiana (la PSI Computer di Bangalore) e aveva definito accordi che includevano anche una licenza di fabbricazione in India dei Sistemi DPS 7-7000 (mai implementata). Bull France considerava il mercato indiano come un proprio mercato e sin dal 1986 iniziò a contestare l'accordo Honeywell ISI siglato con NELCO-TATA Enterprises. La posizione di Honeywell fu netta ricordando che l'India era un mercato 'libero' e che, pertanto, l'operazione di Honeywell ISI (comunque preventivamente approvata da Honeywell)    era legittima.

Con l'uscita di Honeywell dal settore informatico (inizio 1987) tutti i conflitti territoriali svanirono ... purtroppo, però, fu il Gruppo TATA Enterprises ad assumere progressivamente una posizione molto   critica nei confronti di Honeywell Bull.

Le migrazioni da Sistemi Operativi Proprietary (GCOS) a Sistemi Operativi Standard (UNIX)

L’ingegneria Software di Pregnana Milanese, come già detto, aveva maturato una solida esperienza di sviluppo e supporto di 'prodotti di migrazione' tra differenti Sistemi Operativi.

A partire dagli anni ’80, nel mercato informatico, come detto, iniziano ad affermarsi Piattaforme Hardware/Software comunemente chiamate di tipo aperto (UNIX, LINUX, ecc.), particolarmente interessanti per i costi ridotti, per la facilità d’uso e per il fatto che permettevano l’acquisto sul mercato di applicazioni standard (all’inizio tipicamente in ambito scientifico), evitando in tal modo sviluppi software particolarmente onerosi.

L’Ingegneria Software di Pregnana Milanese, diretta da Guido Torriani, si era dedicata, fino a quel momento, alla concezione, progettazione e allo sviluppo di un proprio Sistema Operativo (GCOS 4). Poi si dedicò ad acquisire Know How sui Sistemi Operativi GCOS 6 e UNIX a supporto dei relativi sviluppi Hardware di Pregnana in tali ambiti. Agli inizi degli anni '80 iniziò a studiare la possibilità di poter offrire al mercato strumenti e servizi che consentissero di capitalizzare le procedure applicative sviluppate dal cliente in ambiente proprietario 'migrandole' nelle piattaforme di nuova generazione.

L’obiettivo da raggiungere era quello di fornire alla clientela una serie di strumenti, preferibilmente automatici, così da permettere una facile 'migrazione' dall’ambiente proprietario al nuovo ambiente, sia degli applicativi/procedure (gestione magazzino, paghe, ecc.) sia basi dati (archivi clienti, cataloghi, ecc.).

Questo primo passo permise, negli anni, la migrazione di buona parte del parco clienti GCOS 4, sia nel mercato italiano che in quello francese. Nacque così una struttura dedicata alle migrazioni con a capo per molti anni, Angelo Vignoni.

Si passò poi allo studio e realizzazione di analoghi strumenti di migrazione per gli altri Sistemi Operativi del Gruppo; GCOS 6 (Billerica - Boston), GCOS 7 (Parigi), GCOS 8 (Phoenix).

Nel 1994, con Bull, il Laboratorio di Pregnana Milanese diventerà centro di competenza europea per le migrazioni ad UNIX e verso la fine degli anni '90 si svilupparono specifici tool per la 'gestione ottimale del passaggio all’anno 2000'.

 

IL RUOLO DELLA RICERCA

È fenomeno fisiologico della ricerca in settori avanzati che solo una piccola parte delle innovazioni proposte raggiunga la fase di effettiva utilizzazione. Molte idee muoiono quietamente, a vari stadi di sviluppo, nell'ambiente dove sono nate, senza che il mondo esterno neppure ne venga nemmeno a conoscenza. Accade però che nuove soluzioni vengano clamorosamente alla ribalta …

Il Laboratorio di Ricerche di Pregnana Milanese (Milano)

 

All'inizio degli anni '60, quando fu creato il laboratorio di Pregnana Milanese, non era ancora chiaro quale sarebbe stata la tecnologia base vincente per i computer.

Le alternative in competizione erano basate rispettivamente su materiali magnetici, materiali superconduttori e materiali semiconduttori (che avrebbero poi prevalso). In tutte e tre queste direzioni Pregnana Milanese fu impegnata, sia in sperimentazioni e valutazioni, sia nello sviluppo di soluzioni originali.

La logica magnetica

Nel filone dei materiali magnetici apparvero in quegli anni dispositivi con le geometrie più disparate per realizzare le funzioni logiche del computer.

Si sperimentarono i MAD (Multi Apertured Devices), elementi di ferrite con molte aperture, il cui capostipite fu il "Transfluxor"; i Rod, sottili barre di vetro ricoperte di materiale magnetico; i "Twistor", che prendevano il nome dell'insegna dei barbieri americani, e via discorrendo.

I superconduttori

Il filone dei superconduttori ebbe origine dal MIT (Massachussets Institute of Technology) di Boston, dove alla fine degli anni '50 venne proposto un nuovo e rivoluzionario modo di costruire elaboratori. Il dispositivo di Base, detto "cryoton" sfruttava il fenomeno della superconduttività, ossia l'annullamento della resistenza elettrica presentato da certi materiali a temperature prossime allo zero assoluto (-273 °C).

Per quanto potesse sembrare fantascientifica, la proposta aveva dei ragionevoli fondamenti. Un computer a "cryoton" presentava infatti potenziali vantaggi in termini di prestazioni, decisamente superiori a quelli delle altre tecniche dell'epoca e tali da compensare il fatto che l'ambiente di funzionamento fosse del tutto fuori dal comune. Tutta la macchina doveva lavorare immersa in un bagno di elio liquido a circa 2°C sopra lo zero assoluto.

Le più importanti aziende informatiche dell'epoca, come General Electric e IBM, effettuarono rilevanti investimenti di ricerca nel settore. Anche a Pregnana Milanese fu approntato un attrezzato laboratorio criogenico e si studiarono questi dispositivi.

Questi sviluppi vennero in pratica abbandonati attorno alla metà degli anni '60, quando la tecnologia dei semiconduttori era oramai esplosa e si andava affermando come la soluzione vincente nel campo della microelettronica. Non vi era perciò ormai nessuna ragione per perseguire una tecnologia che implicava condizioni ambientali estreme, quando risultati paragonabili potevano essere ottenuti con circuiti operanti nel normale campo di temperatura.

In effetti l'idea del computer freddo ebbe dei rilanci, con l’utilizzo del cosiddetto effetto Josephon e, molto tempo dopo, nella seconda metà degli anni '80, con la scoperta di materiali che diventano superconduttori a temperature assai superiori allo zero assoluto.

I film sottili

Un altro filone di ricerca e sperimentazione tecnologica affrontato a Pregnana Milanese fu quello dei "film sottili", ossia pellicole di spessore infinitesimo realizzate depositando opportuni materiali su piastrine di vetro, posta all'interno di una campana a vuoto spinto.

Con questa tecnica si studiava negli anni '60 la possibilità di realizzare dispositivi contenenti migliaia di elementi, in particolare da usare come memoria di sola lettura per memorizzarvi il "firmware".

L’olografia

La stessa tecnologia dei "film sottili" venne utilizzata anche per ricerche su memorie assolutamente non convenzionali, che funzionavano con fasci di luce anziché correnti elettriche e si basavano sui principi dell'olografia.

Questa attività pioneristica iniziò in Pregnana Milanese già alla fine degli anni '60.

Anche per le memorie olografiche furono sviluppate a Pregnana Milanese soluzioni originali documentate - come per tutte le altre tecniche citate - da pubblicazioni e brevetti internazionali.

I film spessi

Un altro tema di ricerca fu quello dei "film spessi". L'obiettivo era di miniaturizzare le piastre a circuito stampato (PWB - Printed Wiring Board) per montarvi sopra chip non incapsulati.

Il substrato era questa volta una piastrina in ceramica e la tecnica di deposizione era di tipo serigrafico.

In questo campo Pregnana Milanese diede un significativo contributo allo sviluppo della tecnologia "micropackaging" adottata dal Gruppo per realizzare i sistemi di media e grande dimensione della Linea 60.

Tecnologia "micropackaging". La sequenza di immagini illustra la tecnica "micropackaging" per la realizzazione di moduli elettronici ad altissimo impaccamento

 

I semiconduttori custom e i sistemi CAD (Computer Aided Design)

Con l'affermazione dei dispositivi integrati a semiconduttore, un fattore cruciale affinché un centro come quello di Pregnana Milanese fosse in grado di padroneggiare la tecnologia e interagire con le "fonderie di silicio" diventò la capacità di progettare dispositivi ad alto livello di integrazione. Questo significava sviluppare un elevato grado di competenza nell'impiego di strumenti CAD.

In questa direzione furono quindi fatti rilevanti investimenti in persone e mezzi, che costituirono un elemento chiave per la competitività dei progetti di Pregnana Milanese nel corso degli anni. Come in altri campi, anche in questo si istituirono dei rapporti di collaborazione con centri di ricerca internazionali esterni all'Azienda, in particolare con il laboratorio di progettazione dei circuiti integrati della University of California, Berkekley, diretto dal Prof. Alberto L. Sangiovanni-Vincentelli.

Il Software Engineering

Se il laboratorio di fisica e tecnologia rappresentò una componente strategica di Pregnana Milanese sul versante dell'hardware, iniziative paragonabili vennero avviate nel campo del software.

C'è da dire a proposito che, contrariamente all'hardware, lo sviluppo del software è stato per molto tempo un processo largamente empirico, con ovvie conseguenze negative in termini pratici.

Una svolta si ebbe agli inizi degli anni '60 con l'avvento di tecniche di "programmazione strutturata", che miravano a dare anche al software delle rigorose basi metodologiche.

Questo approccio fu immediatamente fatto proprio dai ricercatori di Pregnana Milanese che, in stretta collaborazione con l'Università di Milano - l'Istituto di Cibernetica guidato dal Prof. Giovanni Degli Antoni - svilupparono, tra l'altro, una metodologia originale cui fu dato il nome di PHOS (Program Hierarchy from Output Structure).

Il PHOS venne adottato come metodo per l'insegnamento della programmazione nei corsi tenuti dall'Azienda, sia per il personale interno che esterno; ma soprattutto Pregnana Milanese è stata veicolo di diffusione in Italia di nuove idee per razionalizzare la "fabbricazione" del software.

Concetti come "ciclo di vita del software" e "qualità dei prodotti software" vennero via via, faticosamente, elaborati con il concorso di ricercatori universitari, dei progettisti di software della casa madre e in sintonia con gli orientamenti più avanzati che si andavano sviluppando a livello internazionale.

L’Intelligenza artificiale

Un altro campo di ricerca sviluppato nel Laboratorio di Pregnana Milanese è stato quello della cosiddetta intelligenza artificiale.

Il termine fu coniato ancora negli anni '50, quando l'avvento del computer fece intravvedere la possibilità di realizzare macchine capaci di comportamenti confrontabili con quelli della mente umana. In effetti, all'euforia iniziale subentrò via via la consapevolezza delle grandi difficoltà dell'impresa. Per molti anni l'intelligenza artificiale rimase materia di ricerca in ambito accademico, senza approdare a risultati concreti.

Una svolta si ebbe negli anni '80 con l'introduzione dei cosiddetti sistemi esperti, focalizzati su specifiche e circoscritte aree applicative.

In questi ambiti ristretti il sistema esperto mirava ad emulare la capacità di un esperto umano del settore. In sostanza un sistema esperto era (ed è) un normale computer con programmi che lo mettono in grado di "ragionare" in una specifica area di problemi. Da qui anche il nome di ‘sistema basato sulla conoscenza’ (Knowledge Based System). A Pregnana Milanese, alla metà degli anni '80, venne costituito uno specifico laboratorio dedicato allo studio delle tecniche di intelligenza artificiale e alla loro applicazione ai sistemi esperti. Ne sono stati sviluppati su commissione un certo numero nelle aree più disparate, dalla gestione del credito (INVESTIMAT) alla pianificazione dei voli (OMAR), dalla ottimizzazione dei processi produttivi (TEX) alla configurazione automatica di sistemi complessi (NOEMIE).

Un patrimonio di Brevetti

Nel corso degli anni, il Laboratorio di Pregnana Milanese ha accumulato un patrimonio di diverse migliaia di brevetti.

Concernono i più diversi aspetti delle tecnologie informatiche e ne è stata ottenuta l'estensione nei principali paesi industrializzati del mondo. Costituiscono una testimonianza oltre che delle capacità inventive dei singoli anche degli stimoli e delle opportunità offerte dal contesto culturale in cui hanno lavorato.

Ricadute Industriali e Culturali

Un centro di ricerca come quello di Pregnana Milanese trascendeva i puri confini aziendali e si configurava come una risorsa a livello nazionale per le ricadute industriali da esso originate e per la disseminazione di cultura informatica.

Fall-out industriali: progettare e costruire computer significava utilizzare tecnologie di avanguardia molto spesso disponibili solo presso produttori stranieri e avere questi fornitori a portata di mano costituiva un indubbio vantaggio che impattava sulla competitività dei prodotti.

Proprio per questo il Laboratorio di Pregnana Milanese è stato la causa diretta o indiretta della nascita di iniziative industriali italiane in diversi settori della componentistica elettronica.

Si può citare in proposito la costituzione all'inizio degli anni '70 della SGS (Società Generale Semiconduttori), oggi ST Microelectronics, leader mondiale nel campo dei semiconduttori.

All'origine della iniziativa furono le esigenze del settore computer rappresentato appunto dal Laboratorio di Pregnana Milanese e quelle delle telecomunicazioni espresse allora dalla Telettra di Vimercate. Non a caso la SGS sorse ad Agrate, località vicina a quelle dei due soci fondatori.

Alle esigenze del Laboratorio di Pregnana Milanese si ricollega anche la nascita della prima azienda italiana di "circuiti stampati", la Zincocelere, collocata nelle vicinanze della fabbrica di Caluso.

Casi analoghi si potrebbero citare per altri tipi di forniture elettroniche. Numerose poi sono state le iniziative imprenditoriali nel campo del software stimolate dalle esigenze del Laboratorio di Pregnana Milanese.

Disseminazione Culturale: Il Laboratorio è stato anche una vera e propria scuola di formazione tecnica e manageriale da cui sono uscite persone che hanno dato ad altre aziende contributi di alto livello.

Il Laboratorio di Pregnana ha svolto un ruolo culturale ad ampio raggio attraverso numerosi canali quali convegni e seminari, iniziative editoriali, stage per tesi di laurea, partecipazione ad associazioni scientifico-tecniche, iniziative consortili di ricerca post universitaria, ecc.

In questi ambiti, negli anni '80, oltre alla partecipazione al CEFRIEL, significativo fu il ruolo attivo nell'ambito della FAST (Federazione Associazioni Scientifiche e Tecniche) e della sua emanazione FOIST (Fondazione per lo sviluppo e la diffusione della istruzione e della cultura scientifica e tecnica) dirette da Bellisario Merolle.

Tra i tanti convegni sui temi dell'Information Technology" (che hanno visto sempre il Professor Giovanni Degli Antoni nel ruolo di promotore, coordinatore e a volte docente) ricordiamo:

  • il Convegno su "Il Ciclo di Vita del Software", del settembre 1982, che ha visto la presenza di speaker Honeywell.

  • il Convegno "1985 - Computer Graphics - Una scommessa di produttività" del 28 marzo 1985, che ha visto la partecipazione di Nicholas Negroponte (per la prima volta in Italia) e di Carl Machover.

    I Curriculum Vitae di Nicholas Negroponte e Carl Machover alla data del Convegno (1985)

Tra i corsi di formazione organizzati da FOIST ricordiamo il "Programma 1987" ... che includeva corsi riguardanti temi e argomenti innovativi:

  • Text e Metafont
  • CD-ROM's
  • Strumenti e metodologie di sviluppo di piccoli sistemi esperti
  • Teledidattica
  • Il Linguaggio Prolog
  • Tecniche di intelligenza artificiale nello sviluppo software
  • Intelligenza artificiale nel lavoro personale
  • Banche Dati: il nuovo supermarket dell'informazione

Tra le iniziative editoriali vanno segnalati i "Quaderni di Informatica", la rivista Note di Software (edita in collaborazione con l'Università di Milano), nonché varie collane di volumi ad opera di autori interni ed esterni all'Azienda.

 

Il progetto per la nascita di un Centro di Ricerca nel Sud Italia

Tutte le attività di Pregnana Milanese hanno avuto come carattere distintivo la valorizzazione della risorsa umana che è alla base della ricerca.

E’ in quest’ottica che possiamo inquadrare il progetto per la nascita di un Centro di Ricerca nel sud Italia diretto ad offrire opportunità di lavoro ai migliori laureati delle università meridionali.Il Centro di ricerca venne inaugurato e reso operativo solo nel 1993, quando l'azienda era già diventata Bull (da cui il nome Bull Sud), ma fu un investimento deciso da Honeywell con lo Stato Italiano alcuni anni prima.

Le sedi di Avellino e Cosenza, contarono a regime circa trecento ricercatori, impegnati soprattutto nello sviluppo di software applicativo.

Le aree di lavoro erano le più varie; dall’imaging al disegno di reti, dal controllo del territorio e dell'ambiente (GIS – Geographic Information Systems) alla gestione dei problemi sanitari e ospedalieri, alla programmazione in ABAP (Advanced Business Application Programming) a supporto di SAP (centro di competenza di Bull dal 1995), dalle tecniche di supporto decisionale alla multimedialità. Numerose furono le collaborazioni con università.

Negli anni '90, la struttura di Bull Sud entrò a far parte della Divisione System Integration di Bull Italia.

Le 'forze di Ricerca e di Progetto di Bull Sud' si sommavano a quelle di Pregnana Milanese (circa seicento persone in quegli anni) e a quelle di Borgolombardo, sede 'centrale' della Divisione System Integration.

Bull Sud. Sede del Centro di Ricerca di Avellino

 

Cronologia della seconda pillola

1970

General Electric cede l'intero settore informatico al Gruppo Honeywell: nasce Honeywell Information Systems Italia

1973

Avviato il primo progetto di sviluppo di Stampanti Seriali con testina ad aghi

1974

Organico aziendale di circa 4000 persone

Annuncio del Sistema Livello 62 - con Sistema Operativo GCOS 62

1975

Prima consegna a Clienti del Sistema Livello 62 - Sistema Operativo GCOS 62

Prima consegna a Clienti delle Stampanti SARA, ROSY e LINA (testina a 7 aghi)

1977

Nasce la Direzione Progetti Speciali

1979

Nasce la Direzione Generale Attività Diversificate

1980

Nasce in HISI una Business Unit dedicata alle stampanti

Annuncio del Sistema DPS 4 -  Sistema Operativo GCOS 4

Annuncio dell'Emulatore Linea G100 su Livello 62

Annuncio dell'Emulatore del Sistema Bull Livello 61 su Livello 62

1981/2

Annuncio degli Emulatori dei Sistemi Bull Livello 50 e Livello 61 su DPS 4

Annuncio dell'Emulatore dei Sistemi Linea 100 su DPS 4

1982

Riposizionamento del Livello 6 come DPS 6 - Sistema Operativo GCOS 6

1983

Annuncio del Microsystem 6/20 - Sistema Operativo GCOS 6

1983/4

Annuncio dei Sistemi DPS 4/41 e DPS 4/21 - Sistema Operativo GCOS 4

1984

Annuncio del Sistema X-Superteam - Sistema Operativo UNIX e XENIX

1985

Anno record per l'Azienda: il fatturato complessivo (incluso il fatturato delle partecipate) non lontano dai 1.000 miliardi di Lire

Annuncio del Sistema DPX 10 - Sistema Operativo UNIX

1986

Annuncio del Sistema DPS 4000 - Sistemi Operativi  GCOS 4 e UNIX (SPIX-4)

Nasce una Direzione dedicata allo sviluppo di Sistemi con Sistema Operativo UNIX

Annuncio del Sistema DPX 20 - Sistema Operativo UNIX

Siglato il contratto di Distribuzione e accordo di Licenza con NELCO - TATA Enterprises (India)

1987

Annuncio del Sistema DPX 40 - Sistema Operativo UNIX

Nel mese di marzo, nasce Honeywell Bull ... poi Bull HN Inc.

 

Allegati

L'evoluzione dell'informatica: aspetti tecnologici, di F. Filippazzi

Sistemi distribuiti di elaborazione: una introduzione, di F. Filippazzi

 

Note

[1] Tecnologia 2000: Dialogo sull'Informatica, di Carlo Peretti, Edizioni Le Monnier, 1990.