Oltre 2400 matematici boicottano il Congresso ICM di Filadelfia

ICM 2026
04/05/2026

Oltre 2400 matematici provenienti da tutto il mondo hanno aderito a una petizione per boicottare il Congresso Internazionale dei Matematici, in programma presso il Pennsylvania Convention Center di Filadelfia dal 23 al 30 luglio. L'iniziativa, promossa da Tarik Aougab dell'Haverford College (Pennsylvania, USA) e da Ila Varma dell'Università di Toronto (Canada), ha rapidamente raccolto firme in 76 Paesi, coinvolgendo non solo singoli studiosi ma anche importanti associazioni scientifiche.

Tra i firmatari compaiono anche due vincitori della Medaglia Fields, Tim Gowers (vincitore nel 1998) e Caucher Birkar (vincitore nel 2018), oltre a intere società matematiche nazionali, come quelle di Francia, Australia e Brasile, e organizzazioni accademiche di Paesi quali Portogallo, Filippine, Iran e Cuba. La portata dell'adesione evidenzia un malcontento diffuso nella comunità scientifica internazionale.

Al centro della protesta vi sono forti critiche alla situazione politica statunitense. Il testo della petizione sostiene che non vi sarebbero sufficienti garanzie di sicurezza e libertà per i partecipanti stranieri, accusando l’attuale amministrazione di atteggiamenti ostili verso gli immigrati. Vengono citati episodi controversi legati all'operato delle autorità migratorie e si teme che studiosi provenienti da diversi Paesi possano incontrare difficoltà nell’ingresso negli Stati Uniti.

I promotori richiamano anche un precedente recente: il Congresso del 2022, inizialmente previsto in Russia, era stato boicottato per questioni legate ai diritti civili e alla libertà di espressione. Secondo i firmatari, una posizione coerente imporrebbe oggi di sollevare analoghe obiezioni nei confronti degli Stati Uniti.

La petizione include inoltre una serie di critiche alla politica estera americana, dal sostegno a Israele nella crisi di Gaza alle tensioni con l’Iran, fino ad altre azioni considerate controverse sul piano internazionale. Il documento dipinge un quadro fortemente critico, arrivando a descrivere il Paese come potenzialmente problematico per la comunità scientifica globale.

La distribuzione delle firme è significativa: la Francia è il Paese con il maggior numero di adesioni, seguita dagli stessi Stati Uniti e dall’Italia. Tra i matematici italiani figurano nomi di primo piano come Barbara Fantechi (Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste), Matilde Marcolli (California Institute of Technology), Giovanni Forni (Università del Maryland) e Fabio Toninelli (Università tecnica di Vienna), tutti già coinvolti in passate edizioni del congresso.

Più limitata, invece, la partecipazione di studiosi provenienti da Cina e Russia, un dato che riflette anche le diverse posizioni politiche e diplomatiche di questi Paesi nei confronti di Washington.