Una riflessione su AI e studenti universitari

AI
24/06/2026

Concluse le sessioni d'esame del suo corso di "Data Management and Analysis", in questo editoriale Quattrociocchi si interroga su come l'uso diffuso dell'intelligenza artificiale generativa stia cambiando il significato stesso della comprensione.

In particolare, Quattrociocchi evidenzia una conoscenza illusoria per cui gli studenti hanno la sensazione di aver compreso un argomento solo perché l'AI ne ha fornito la risposta corretta. Di conseguenza una riduzione cognitiva perché l'atto di scrivere e ragionare viene delegato, portando a una minore capacità di rielaborazione e memorizzazione.

Inoltre, quando si elimina lo sforzo di apprendimento, le performance a lungo termine peggiorano rispetto allo studio con i metodi tradizionali. Tra le conseguenze vi è un indebolimento del pensiero critico poiché l'AI si ferma alla plausibilità linguistica (e non alla realtà) e gli studenti rischiano di assimilare informazioni errate senza verificarle. Si sottolinea come la vera conoscenza non è la risosta finale, ma il percorso logico necessario per arrivarci. 

Per meglio approfondire, ecco il link all’articolo: 

I primi effetti dell'uso dell'AI sugli studenti universitari: «Stiamo delegando il ragionamento, agli esami il grande assente era il senso»