Matematica e calcio secondo Malvaldi
Il 1 aprile presso la Scuola Normale Superiore di Pisa si è tenuta una conferenza – organizzata dal Centro di ricerca matematica Ennio De Giorgi – molto speciale dal titolo Reti teoriche e palle che girano, aspetti matematici del calcio, relatore, anch'esso assai speciale, è stato Marco Malvaldi, celebre scrittore e scienziato di formazione (è un chimico).
Per chiarire ogni dubbio, Malvaldi ha subito affermato: "La Matematica c'entra con tutto. È un linguaggio, esattamente come quello verbale. Ha le sue regole e il suo campo di applicazione comprende qualsiasi attività, basta guardarla dal punto di vista giusto. Quando descriviamo qualcosa, usiamo le parole. Ma anche i numeri sono dei descrittori validi di quello che ci circonda. La Matematica è un linguaggio per descrivere un fenomeno, naturale o umano che sia non importa. E il costrutto matematico ha un vantaggio: è valido per sempre. È impossibile, per esempio, dimostrare che il teorema di Pitagora sia falso".

Marco Malvaldi
Scienza e calcio condividono alcune caratteristiche importanti: il gioco, la competizione e le regole. E secondo Malvaldi, l'applicazione di certe strategie al calcio, supportate da una solida statistica, permetterebbe di vincere i rigori a fine partita e di impostare una strategia di squadra imbattibile: "La fallacia dello scommettitore è molto frequente nella sequenza dei calci di rigore: l'essere umano tende a confondere la probabilità di un evento, con l'ordine di apparizione degli eventi", e ha aggiungiunto, "uno studio ha accertato che se due rigori sono stati tirati verso lo stesso lato della porta, nel rigore successivo al 64% il portiere si butta dalla parte opposta. Tirare quindi il rigore dalla stessa parte può far cadere il portiere in un errore cognitivo, la fallacia dello scommettitore".
Altro fatto rilevante è il livello di stress vissuto dal portiere quando la sua squadra è in svantaggio; in questo caso subentra la "deriva verso destra", ovvero se una persona si trova a suo agio, si sporge a destra. Studiando le sequenze dei rigori è stato rilevato che quando la squadra è in vantaggio o in parità, i portieri si buttano in modo equiprobabile a destra o sinistra. Quando la squadra è in svantaggio, il portiere si butta alla propria destra il 74% delle volte.
Altro esempio esposto da Malvaldi è il caso del "Futbol Club Barcellona che ha dominato il calcio europeo grazie alla teoria delle reti. Elaborata negli anni '40, nel 2001 ha avuto un nuovo impulso grazie alla scoperta delle cosiddette reti "piccolo mondo", che connettono in maniera efficace enti che comunicano tra loro: per esempio gli attori che recitano in un film, i giocatori di una squadra, computer che viaggiano su internet. Il Barcellona è una rete piccolo mondo". Ha poi continuato "I giocatori del Barcellona sono specializzati nei passaggi: una tattica che negli anni si è dimostrata vincente. La rete del piccolo mondo è regolare e in essa ci sono presenti alcune connessioni casuali. Brevità del cammino e robustezza sono le caratteristiche fondamentali per organizzare la comunicazione tra enti. Il Barcellona è un piccolo mondo: ogni volta che un giocatore riceve una palla, la restituisce a chi gliel'ha passata. Questo stile di gioco permette l'instaurarsi di una comunicazione robusta, efficiente, per cui ci sono collegamenti tra tutti i giocatori".